Ora è ufficiale: le elezioni per il rinnovo del consiglio e della giunta del X Municipio di Roma si terranno il prossimo 5 novembre. A comunicarlo ieri il Viminale, che ha stabilito la data dopo il lungo periodo di commissariamento seguito allo scioglimento per mafia. Il territorio di Ostia è uno dei simboli del sistema Mafia Capitale – che ha portato alla condanna tra l'altro dell'ex presidente di municipio Andrea Tassone in primo grado a 5 anni –  e del potere della criminalità organizzata, come dimostrano le inchieste sui clan Fasciani, Triassi e Spada presenti sul litorale romano. Una sfida importante per tutti i movimenti e le forze politiche, che si preparano alla competizione, tra chi è già in campo con nomi e progetti, e chi (come Pd e centrodestra) deve ancora scegliere chi sarà il volto da proporre ai cittadini.

Giuliana Di Pillo in corsa per il Movimento 5 stelle.

Ostia ha anche rappresentato uno dei laboratori del Movimento 5 stelle: da qui arrivano molti degli eletti che ora siedono tra i banchi della maggioranza in Campidoglio, come il capogruppo Paolo Ferrara e il presidente della Commissione trasporti Enrico Stefàno. Qui Virginia Raggi tra le grida "onestà, onestà" ha chiuso la campagna elettorale vincendo a valanga nei seggi del litorale, dalle strade di Ostia è partita la corsa verso la conquista del comune di Roma con tutti i big del partito schierati all'unisono contro i partiti e Mafia Capitale con Beppe Grillo a suonare la carica. Immagini che sembrano essere di un secolo fa e le prossime elezioni municipali ad Ostia rappresenteranno il primo vero test importante per il M5s sullo stato di salute della giunta Raggi. A correre per la poltrona di minisindaco Giuliana Di Pillo, veterana del meet-up locale e attuale delegata del Campidoglio per il litorale

Sfida nel centrodestra tra Forza Italia e Fratelli d'Italia.

Nel centrodestra la partita è tra Forza Italia e Fratelli d'Italia. Se non è in dubbio la corsa in coalizione, rimane il nome di chi correrà per tutto il centrodestra. Da una parte il grande elettore e capogruppo in Campidoglio di Forza Italia Davide Bordoni, che spinge sul nome Mariacristina Masi, mentre Fratelli d'Italia e Giorgia Meloni vorrebbero vedere sulla scheda elettorale il nome di Monica Picca. Ma ora il tempo stringe e per il centrodestra è necessario trovare una soluzione condivisa per essere competitivo.

Elezioni Ostia: Partito democratico senza nome (né strategia)

Colpito al cuore della sua identità e commissariato dall'inchiesta Mafia Capitale, il Partito democratico di Ostia è stretto tra due opzioni: una candidatura di bandiera per rivendicare la pulizia fatta all'interno del partito e presentarsi agli elettori con l'orgoglio della propria identità, oppure promuovere una coalizione civica, senza simboli di partito, mettendosi a disposizione delle associazioni e della società civile, rinunciando ad esprimere il candidato presidente. A chiedere che il Pd rinunci a presentare il suo simbolo è stato tra gli altri Giovanni Zannolla, giovane esponente del Pd sul litorale, ai microfoni di Fanpage.it.

Don Franco De Nonno: il prete degli ultimi candidato in X Municipio.

A disturbare i piani dei partiti di sinistra e centrosinistra (o a togliere le castagne dal fuoco a seconda dei punti vista), è arriva Don Franco De Nonno. Prete storico di Ostia, una vita spesa vicino agli ultimi, presidente della Caritas locale e da sempre schierato in difesa della comunità dell'Idroscalo. Don Franco – come qui lo chiamano tutti, soprattutto i giovani e giovanissimi volontari che coordina nelle attività di assistenza ai meno fortunati – ha lanciato la sua candidatura rinunciando a dire messa. Un nome che piace a Mdp e Sinistra Italiana, che potrebbero sciogliersi nel progetto civico di Don Franco.

 Casa Pound candida Luca Marsella.

Per il movimento di estrema destra Casa Pound Italia il nome è quello di Luca Marsella, giovane coordinatore delle attività di Cp ad Ostia. Molto attiva già da mesi – con azioni come le ronde contro i venditori abusivi sulle spiagge o la presenza di prostitute e senza tetto nella pineta – il movimento di Napoleone III crede molto nella possibilità di eleggere Marsella in municipio conseguendo un buon risultato in uno dei quartieri della capitale dove la sua presenza è più capillare e visibile.